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Palazzo Pomaci Santomasi

 

Il Palazzo Pomarici Santomasi

Nel centro storico di Sorrento lungo Via San Nicola, a breve distanza dalla casa di Cornelia Tasso, ha sede il Palazzo che ospita il MUTA, il Museobottega della Tarsialignea.  Si ignora la famiglia che lo fece costruire nel Settecento, le ricerche di archivio si fermano alla seconda metà dell’Ottocento quando il Palazzo fu acquistato dal barone Achille Pomarici Santomasi di Gravina di PugliaL’utilizzazione del Palazzo come sede espositiva ha favorito il restauro degli elementi decorativi originali. Rimosse le superfetazioni legate alla trasformazione dell'edificio in un condominio di vari appartamenti, il Palazzo ha restituito molti dettagli del suo primitivo aspetto. Il ritrovato contesto culturale ha reso il Palazzo il contenitore ideale per accogliere l'esposizione delle varie collezioni del MUTA legate alla storia di Sorrento e del suo artigianato artistico nell'Ottocento.

 

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L'androne d'ingresso

L’androne del palazzo è arricchito da due panche del 700 in massello di tufo e da sculture in terracotta che riproducono i busti di Torquato Tasso, di Eleonora d’Este e le 4 Stagioni.  Al centro è la “Macchina da festa”, opera in legno intarsiato progettata da Alessandro Fiorentino nel 1995 per il IV Centenario della morte del Tasso.

 

La scala di fuga

Nel corso dei lavori di restauro del Palazzo è stata scoperta, essendo stata completamente murata, una scala segreta. Risale all’epoca in cui il ricordo del saccheggio della Città, operato dai Saraceni nel 1558, era ancora vivo. Gli scalini autoportanti della scala, lasciata a vista nel suo sviluppo elicoidale dopo il restauro, sono in massello di tufo. 

 

La volta affrescata

Due camere del secondo piano del Palazzo, a differenza di tutte le altre camere che hanno i soffitti piani  realizzati con travi ed assi di legno, sono coperte con volte a schifo. Le volte, realizzate con una carenatura in legno di noce, sono affrescate con decorazioni composte da scene architettoniche, putti e vasi fioriti.

 

I soffitti rivestiti di carta

L’orditura in legno dei soffitti di alcune camere è ancora rivestita con carta dipinta a mano. I soffitti delle camere del terzo piano, sulle cui pareti sono state ritrovate tracce degli antichi affreschi, sono in condizioni migliori. La decorazione sviluppa motivi tratti dalla decorazione “alla cinese", tipica del ‘700.